mercoledì, aprile 30

Chi ha paura del futuro?

Oggi su Repubblica è stata pubblicata questa lettera, con cui una giovane donna scrive al Presidente Napolitano per annunciare che, entro breve, abortirà il bimbo che aspetta perché, questa è la sua motivazione: con un reddito di 1300 euro al mese, lei e suo marito non pensano di poterlo/a mantenere. Alla pubblicazione ha fatto seguito una discussione che se vi interessa trovate qui. Questo fatto testimonia il dramma di una donna che sta per prendere (o a già preso) una decisione tremenda però, invece di viverla nel proprio privato, con angoscia e sensi di colpa, la rende pubblica e cerca di argomentare le sue ragioni. L'impressione che se ne trae (pur rispettando la scelta che spetta alla donna e soltanto a lei) è di chi in realtà cerca aiuto. Grida la sua disperazione e lo fa rivolgendosi al Presidente, ovvero il custode dei nostri valori costituzionai e nazionali. Io, dopo la lettura di questa lettera, mi sono fermato a pensare alla storia della mia famiglia.
I miei nonni paterni si sposarono nel 1927 e fra il '28 e il '44 misero al mondo sei figli. Il nonno e la nonna, antifascisti e socialisti, in quell'arco di tempo (certamente non tempi sereni e di abbondanza) per vivere facero di tutto per mantenere la loro numerosa famiglia. Certo a mio padre e ai suoi fratelli e sorelle non poterono garantire un'istruzione superiore, né vacanze, né tanto meno di studio all'estero. Li educarono però tutti a sani principi e valori pur nelle ristrettezze e nella miseria. Tutti i figli a loro volta hanno creato le loro famiglie, famiglie operaie, di lavoratori che a loro volta hanno avuto, questo sì meno figli, ma comunque tutti hanno fatto sacrifici, spesso davvero gravosi. Eppure io ricordo con nostalgia quelle riunioni familiari nelle quali c'erano: due nonni, dodici fra genitori, zie e zie e tredici cugini. Ventisette persone intorno a un tavolo che sapevano godere del poco che avevano e guardavano con fiducia al futuro. Che cosa è successo in questi ultimi anni? Perché c'è qualcuno (forse tanti) che vive la gioia di un figlio come un'angoscia? Eppure siamo in Italia, no nella striscia di Gaza o in un paese africano. Perché il futuro fa così paura? Davvero si pensa di non riuscire a vivere con qualche weekend in meno, di qualche rinuncia al cinema o alla pizza o alla ricarica del cellulare? O c'è qualcosa in più? So solo che un Paese che ha paura del proprio futuro non va molto lontano.

lunedì, aprile 28

Roma capoccia. Che capocciata!

Piove. Ogni lunedì di risultato elettorale: piove. Sono due settimane che il meteo, a parte qualche schiarita, volge al plumbeo e umido. Buono per la natura, un po' meno per l'umore. La vittoria della destra a Roma non aiuta certo a migliorarlo. Ma l'elemento su cui da alcune ore sto riflettendo: come mai dalle urne della capitale mentre Rutelli prende 100mila voti in meno del suo avversario i romani (quelli della città) che votano per il presidente della Provincia, premiano il candidato del centro sinistra Zingaretti con 50mila voti in più di quelli che hanno riservato a Rutelli e Antoniozzi porta a casa quasi 80mila voti meno di quelli di Alemanno, perdendo così il suo confronto con il candidato del PD? Aggiungo poco più di 50mila voti sono quelli che hanno permesso a Zingaretti di diventare Presidente della Provincia di Roma.

Rutelli

%

Alemanno

%

Comune di Roma

672.941

46,37

778.409

53,63


Zingaretti

%

Antoniozzi

%

Provincia di Roma

997.281

51,48

940.085

48,52

Provincia dati solo Comune di Roma

726.953

50,94

700.228

49,06

Fare analisi del voto può apparire un esercizio frettoloso però i numeri sono numeri e i numeri dicono che Rutelli ha perso e ha perso male. Di sicuro le motivazioni di una sconfitta di queste dimensioni sono molteplici (i ROM, i tassisti, il degrado e tutto quello che volete voi) però io mi permetto di fare un ragionamento un po' più terra terra. Se hai fatto il sindaco per 8 anni, dopo che hai cercato di diventare primo ministro (prendendo una sonora sconfitta - 1991) sette anni dopo non puoi, senza primarie, senza una piena legittimazione popolare, pensare di essere vincente. Il voto disgiunto è lì a dimostrarlo (vedi la tabella sopra). Stasera per radio un commentatore ipotizzava un posto di vice-presidente del Senato per Rutelli. Siamo allo sliding doors all'amatriciana. Andiamo bene, anzi male, molto male. Continuiamo così e al prossimo giro anche la sinistra riformista diventa oggetto di tutela del WWF. Forse Nanni Moretti era stato davvero profetico "con questi dirigenti non vinceremo mai più". Per stasera niente altro da dire. Arrivederci Roma (e non è una canzone!)

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