venerdì, marzo 28

Io sono qui...

...ma anche quì

Ho risposto a tutte le domande e questo che si vede nel grafico è la mia posizione. E voi dove siete? Provate a vedere...




Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

A4. on the nord. Stay tuned


Ieri sera a Lissone si è fermato il pulmino di A4 on the nord. L'impresa è di quelle di una volta. Tappa dopo tappa come nelle classiche del ciclismo gli animatori di questa iniziativa (Pippo Civati, Marta Meo e Giovanni Damiani, sostenuti nello sforzo del sempre bravo ed efficace organizzatore, Fausto Perego) hanno intrapreso un viaggio dal Piemonte fino a Trieste.
Non è una gita, neppure una trovata propagandistica è il modo intelligente con cui il Partito Democratico cerca di rimettersi in comunicazione e ascolto con il nord. In particolare con il sistema delle imprese, quel reticolo infinito fatto di persone che ha il coraggio di intraprendere, di metterci passione e soprattutto di contribuire a tenere in piedi questa nostra Italia. Ma anche con gli amministratori locali e con esperti. Ad ognuno una domanda semplice. Alle imprese: "A che cosa serve la politica al nord?" Agli amministratori: Quale risposta dai ai tuoi elettori? e infine agli esperti: Perché il centrosinistra non vince(va)al nord?
Anche questo è un segnale che qualcosa sta cambiando. Si può fare, certo, ma intanto grazie a Pippo, Marta, Giovanni e Fausto che stanno già facendo qualcosa di concreto. E credetemi non è poco!
Se volete saperne di più non vi resta che seguire il viaggio sul blog.

mercoledì, marzo 26

Le voci di dentro. Mercì Peppinò

Alitalia sta diventando un tormentone di questa campagna elettorale. Tutto e il contrario di tutto. Un candidato Premier che per recuperare consenso e mandare all’incasso una cambiale firmata a Gemonio (VA) è costretto a imporre ai propri figli di spendere qualche miliardo di euro (ma solo per finta e fino al 14 aprile alle ore 15). Leader sindacali che sembrano gli smemorati di Collegno, non ricordando più che cosa hanno fatto loro negli ultimi 20 nella compagnia aerea con la coda tricolore, ma anche nella compagnia che gestisce gli aeroporti milanesi. Ministri del Governo Prodi che continuano a litigare fra loro come gli ultimi giapponesi nell’isola di Guam alla fine della guerra. Qualcuno li avverta il Governo Prodi è già caduto e fra tre settimane si va a votare. Ma i dipendenti di Alitalia che cosa dicono? Qualcuno si è preoccupato di andarli a sentire? No, niente di tutto questo. Sui media nostrani ogni dichiarazione in proposito viene raccolta e selezionata, ma dei lavoratori nessuna traccia, né in video, né in audio e neppure per iscritto. Qui a Cronache Letinghe ci siamo posti il problema è abbiamo sentito una nostra talpa interna alla compagnia. Parliamo con G.S., un quadro di un settore operativo, lavora in Alitalia da oltre 25 anni però vuole rimanere anonimo, perciò, come nelle interviste alle vittime di mafia, lo chiameremo soltanto Peppino.
Peppino voi lavoratori da che parte state? Studiate già il francese o fate il tifo per la cordata italiana?
La stragrande maggioranza dei lavoratori è per Air France-KLM. È la soluzione più logica, più sana e più intelligente ed è la sola che ci può garantire un futuro, sebbene qualche migliaio di lavoratori dovranno perdere il loro posto di lavoro. Questo avviene in ogni grande ristrutturazione industriale. Ricordo ancora che a metà gli anni ’70 le grandi aziende manifatturiere nel solo nord milanese persero, in pochi mesi, diecimila e passa posti di lavoro.
Ma della proposta del leader della destra di dar vita ad una cordata italiana che ne dite?
Credo che la cordata italiana anche se esistesse davvero, non sarebbe interessate al risanamento di Alitalia, troppo oneroso. L’unico e solo interesse sarebbe il portarsi a casa, complici le eventuali banche finanziatrici l’operazione, gli appetitosi slot aeroportuali della compagnia che, in un secondo tempo, (una volta fatta fallire l’azienda - perché sia chiaro l’azienda senza un vero partner industriale di livello e di qualità subirebbe questa sorte) sub-affitterebbero ad altre compagnie.
Allora per voi sta bene che arrivi il privato? Accogliereste bene la soluzione di Monsieur Spinetta?
Sì, senza dubbio. L’azienda per esigenze politiche negli anni ha accumulato personale inutile per soddisfare clientele di ogni tipo, dopo si è dissanguata per mantenere Malpensa mandandovi in trasferta, con tanto di diaria, i dipendenti residenti a Roma e dintorni. Malpensa è un aeroporto disgraziato, nato tardi e quindi già vecchio. Potrebbe essere un ottimo hub per i voli cargo, ma certo non per i voli passeggeri, tanto meno quelli business abituati a standard di servizi di terra che nella brughiera di Gallarate non trovano. E comunque tenere legato le sorti di Malpensa e di Alitalia è una grande stronzata. Non mi faccia dire altro potrei raccontarne di ogni. Invece, sa chi sono quelli che hanno davvero capito come stanno realmente le cose?
Non lo so Peppino, me lo dica lei
I soli che hanno questo problema sono: Prodi, Bersani e Padoa-Schioppa. Tutti gli altri (sindacati compresi), mi creda, sono in malafede e parlano ognuno per difendere i loro meschini interessi di bottega. Dell’italianità dell’azienda non frega niente a nessuno. Oggi i consumatori, ovvero i cittadini, chiedono di poter volare dalla città X alla città Y in modo sicuro, puntuale e soprattutto economico, e davanti a questi presupposti essere accolti a bordo con un buongiorno o con un bonjour non fa molta differenza.
Non sappiamo come finirà questa storia, ma abbiamo capito qualcosa in più. Au Revoir! Mercì Peppinò

martedì, marzo 25

Il PD Pride. Ironia, freschezza e chiarezza

Tre minuti e trentatre secondi per esaltare l'orgoglio di appartenenza al Partito Democratico. Sul motivo anni '80 dei Village People scorrono le immagini e i testi di una canzone fresca e allegra. Chiaro il contenuto della comunicazione, immediata ed efficace la forma. Bravi davvero gli ideatori e i realizzatori della clip (zeroduePD) che hanno capito che "fare" politica oggi vuol dire fare anche una comunicazione efficace, prodotta con pochi mezzi che nasce "dal basso". Complimenti!

Musiche Letinghe


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