sabato, marzo 22
Vedo un paese nuovo. Si può fare, vedilo anche tu
Walter, il Barbaro
Illy e il malessere del Nord. Forse si può uscirne
«La colpa è anche nostra. Qui ci si impegna nelle imprese, ma non si ritiene utile impegnarsi nella guida del Paese. Dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto per far arrivare le nostre istanze a Roma. La risposta è: poco».
La sua ricetta per recuperare il Nord.
«Cinque punti. Meno tasse sulle imprese; ridurre le aliquote previdenziali; infrastrutture; liberalizzazioni dei servizi di pubblica utilità; semplificazione della burocrazia. Abbiamo 40mila leggi, in Francia e Germania ne hanno da 5 a 7mila. La burocrazia frena lo sviluppo».
Così parlò Riccardo Illy, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, in un'intervista a Paolo Bracalini su "il Giornale" del 21 marzo. Idee chiare e un pentalogo ragionevolmente realizzabile.
Ci sono oggi al nord imprenditori disposti a impegnarsi per il Paese oltre che per le proprie aziende? Siamo davvero convinti che tutto debba per forza passare per Roma? La famosa cordata per la difesa dell'italianità di Alitalia, fuori dalla strumentalizzazione elettorale e propagandistica, pensiamo per davvero che sia possibile e utile? Non bastano i 15 miliardi di euro persi da Alitalia negli ultimi 15 anni, anche quando il signor B. era al governo, per farci indignare e dire basta? E della gestione disinvolta e maldestra di SEA (gestore di Linate, Malpensa e Orio al Serio) non vogliamo dire niente? Distribuisce utili all'azionista Comune di Milano e poi offre servizi di scarsa qualità e a prezzi proibitivi.
Ho l'impressione che molti dei problemi del nord siano frutto anche di una miopia politica anche dello stesso nord. Questo nostro Paese negli ultimi 15 anni sembra si sia preoccupato più di mungere la vacca stato, già smunta a dovere nel decennio precedente (nessuno si ricorda più di un certo Paolo Cirino Pomicino?), invece di preoccuparsi di migliorare l'allevamento affinché la stalla nel suo insieme producesse più latte.
Fuor di metafora serve uno scatto di orgoglio vero per far ripartire l'Italia. Questo è forse l'ultimo treno che passa dopodiché sarà dura, molto dura farsela a piedi.
mercoledì, marzo 19
Indecisi e arrabbiati cercansi. Telefonate
Chiamate il numero 3312243121 con garbo e gentilezza vi risponderà Giuseppe. Se chiamate oggi, ricordatevi di fargli gli auguri. E' il suo onomastico. Se trovate il numero occupato niente paura vi richiamerà lui. L'Italia nuova che si fa strada
Presidente e Amministratore delegato di Pedemontana, ne ha dette tante stamattina presentando il progetto delle compensazioni ambientali (100 milioni di euro) della nuova autostrada che, dopo 40 anni di chiacchiere e brutte figure, finalmente diventa realtà.martedì, marzo 18
La matematica non è un opinione
Per anni la stima delle presenze alle manifestazioni di piazza erano sempre oggetto di valutazioni "spannometriche". Di solito gli organizzatori dicevano, che sò, 10mila e poi immancabilmente fonti della Questura ridimensionavano a meno della metà. Oggi, finalmente, possiamo stabilire con un'approssimazione vicina al vero quanta gente c'era veramente a sentire tizio o caio. Come è possibile mi direte? Semplice, basta utizzare uno strumento oramai diffuso (Google Earth)
Scaricatelo sul vostro computer, cercata il luogo dove sì è svolta la manifestazione, prendere le misure dell'area quindi procedendo con un semplice calcolo, partendo dalla considerazione che in un metro quadrato di suolo ci possono stare non più di 4 persone. Et voilà! il gioco è fatto.Sabato scorso nel cortile davanti alla Villa Reale a Monza all'incontro con Veltroni erano molti a chiedersi: "Ma quanti saremo?" Adesso ve lo dico. L'area davanti alla fontana misura all'incirca 1600 metri quadrati. Se teniamo buono il parametro di 4 persone per mq possiamo dire che eravamo oltre 6 mila persone, quasi 6.400 persone. Si può fare...anche la misura di quanti siamo. Un altro segnale che un'epoca è finita. E la matematica come sempre non è un opinione.





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