sabato, marzo 22

Vedo un paese nuovo. Si può fare, vedilo anche tu

Walter, il Barbaro

Il due ottobre scorso, quindi prima delle primarie, rispondendo alle domande "barbariche" di Daria Bignardi, Walter Veltroni anticipava alcuni concetti sulla politica, il futuro e la sua visione della vita. Vale la pena di vederlo o di rivederlo per chi aveva già avuto modo di vederlo in tv allora.

Illy e il malessere del Nord. Forse si può uscirne

Ma perché il centrosinistra non capisce il malessere del Nord?

«La colpa è anche nostra. Qui ci si impegna nelle imprese, ma non si ritiene utile impegnarsi nella guida del Paese. Dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto per far arrivare le nostre istanze a Roma. La risposta è: poco».

La sua ricetta per recuperare il Nord.

«Cinque punti. Meno tasse sulle imprese; ridurre le aliquote previdenziali; infrastrutture; liberalizzazioni dei servizi di pubblica utilità; semplificazione della burocrazia. Abbiamo 40mila leggi, in Francia e Germania ne hanno da 5 a 7mila. La burocrazia frena lo sviluppo».

Così parlò Riccardo Illy, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, in un'intervista a Paolo Bracalini su "il Giornale" del 21 marzo. Idee chiare e un pentalogo ragionevolmente realizzabile.

Ci sono oggi al nord imprenditori disposti a impegnarsi per il Paese oltre che per le proprie aziende? Siamo davvero convinti che tutto debba per forza passare per Roma? La famosa cordata per la difesa dell'italianità di Alitalia, fuori dalla strumentalizzazione elettorale e propagandistica, pensiamo per davvero che sia possibile e utile? Non bastano i 15 miliardi di euro persi da Alitalia negli ultimi 15 anni, anche quando il signor B. era al governo, per farci indignare e dire basta? E della gestione disinvolta e maldestra di SEA (gestore di Linate, Malpensa e Orio al Serio) non vogliamo dire niente? Distribuisce utili all'azionista Comune di Milano e poi offre servizi di scarsa qualità e a prezzi proibitivi.

Ho l'impressione che molti dei problemi del nord siano frutto anche di una miopia politica anche dello stesso nord. Questo nostro Paese negli ultimi 15 anni sembra si sia preoccupato più di mungere la vacca stato, già smunta a dovere nel decennio precedente (nessuno si ricorda più di un certo Paolo Cirino Pomicino?), invece di preoccuparsi di migliorare l'allevamento affinché la stalla nel suo insieme producesse più latte.

Fuor di metafora serve uno scatto di orgoglio vero per far ripartire l'Italia. Questo è forse l'ultimo treno che passa dopodiché sarà dura, molto dura farsela a piedi.

mercoledì, marzo 19

Indecisi e arrabbiati cercansi. Telefonate

Quasi una persona su tre non ha ancora deciso per chi votare. Anche questo è un segnale del distacco che si è creato fra "la politica" e le persone. Bisogna anche ricordare che sono ormai diversi anni che diversi milioni di italiani hanno rinunciato a utilizzare il loro diritto fondamentale e costituzionale: il voto. Ora in loro soccorso è nata ASInd, ovvero l'Agenzia per il superamento dell'indecisione, del dubbio e dell'incazzatura.

Chi non sa per chi votare, chi è stufo di sentire da 15 anni la stessa tiritera sul pericolo dei brogli, chi vuol semplicemente capire se è possibile una volta tanto pensare all'Italia e ai problemi degli italiani. Ebbene per loro e per chi vuole tornare ad essere un cittadino con pieni di diritti oggi c'è ASInd.

Chiamate il numero 3312243121 con garbo e gentilezza vi risponderà Giuseppe. Se chiamate oggi, ricordatevi di fargli gli auguri. E' il suo onomastico. Se trovate il numero occupato niente paura vi richiamerà lui.
Questo è un comunicato non commerciale per la difesa dei diritti di cittadinanza. Aut.Min. Ric.

L'Italia nuova che si fa strada

Fra sette anni ci vorrà poco più di mezz'ora per andare da Monza a Malpensa. Io sul tema sono sensibile (leggetevi il post di qualche giorno fa) e quindi sapere che ci vorrà meno di un'ora per fare la tratta mi sembra subito una cosa buona.
In realtà di cose buone Fabio Terragni, Presidente e Amministratore delegato di Pedemontana, ne ha dette tante stamattina presentando il progetto delle compensazioni ambientali (100 milioni di euro) della nuova autostrada che, dopo 40 anni di chiacchiere e brutte figure, finalmente diventa realtà.
Intanto ha dato i numeri, ma non era alterato anzi tutt'altro; ha dimostrato di quale pasta e spessore politico sono fatti i manager pubblici capaci dicendo con chiarezza: "Ora davvero si può fare". Ho avuto un sussulto. Accidenti! un altro che ci dice che una cosa che si pensava impossibile (la pedemontana) si può fare? Davvero in questa città infinita composta di 78 comuni che attraversa 6 province, dove vivono quasi la metà dell'intera popolazione lombarda e sono insediate oltre 300mila aziende, quelle che producono il 10% della ricchezza del Paese, si può realizzare un'opera infrastrutturale di grande impatto preoccupandosi di compensare, da subito, l'impatto che produrrà sull'ambiente? Sì, si può.
Così come si potranno risparmiare ogni anno 45 milioni di ore oggi perse in coda su strade intasate e congestionate quindi, oltre 700 milioni di euro di risparmio, se a questo tempo diamo un valore.
Una bella risposta a tutti quelli che a parole nel weekend difendono gli interessi del nord, proclamando secessioni e rivolte contro Roma ladrona e poi durante la settimana si rimpinzano di rigatoni alla gricia dalle parti del Pantheon. O, per chi come il Governatore della Lombardia, oggi in partenza anche lui per Roma, è riuscito a inaugurare tre volte il potenziamento dell'A4, ma poi per far partire la pedemontana c'è voluta la caparbietà di quel terrone del Ministro Di Pietro (di cui il signor B. ad ogni occasione dice di provare orrore - chissà perché visto che senza l'azione dell'ex-magistrato lui forse non avrebbe potuto scendere in campo e fare quello che fa da ormai 15 anni) e del Governo Prodi che ci ha messo un miliardo e 240 milioni di euro. L'Italia nuova si fa strada e che strada, dobbiamo davvero esserne fieri e orgogliosi.

martedì, marzo 18

La matematica non è un opinione

In questio giorni capita spesso di sentire, a proposito delle presenze ai comizi o alle iniziative elettorali, il commentatore tv che dice: "in piazza oggi c'erano più di 10mila persone..." oppure leggere su giornali o blog "grande folla ad ascoltare Veltroni a Verbania, saranno state..." e parte il numero.
Per anni la stima delle presenze alle manifestazioni di piazza erano sempre oggetto di valutazioni "spannometriche". Di solito gli organizzatori dicevano, che sò, 10mila e poi immancabilmente fonti della Questura ridimensionavano a meno della metà. Oggi, finalmente, possiamo stabilire con un'approssimazione vicina al vero quanta gente c'era veramente a sentire tizio o caio. Come è possibile mi direte? Semplice, basta utizzare uno strumento oramai diffuso (Google Earth) Scaricatelo sul vostro computer, cercata il luogo dove sì è svolta la manifestazione, prendere le misure dell'area quindi procedendo con un semplice calcolo, partendo dalla considerazione che in un metro quadrato di suolo ci possono stare non più di 4 persone. Et voilà! il gioco è fatto.

Sabato scorso nel cortile davanti alla Villa Reale a Monza all'incontro con Veltroni erano molti a chiedersi: "Ma quanti saremo?" Adesso ve lo dico. L'area davanti alla fontana misura all'incirca 1600 metri quadrati. Se teniamo buono il parametro di 4 persone per mq possiamo dire che eravamo oltre 6 mila persone, quasi 6.400 persone. Si può fare...anche la misura di quanti siamo. Un altro segnale che un'epoca è finita. E la matematica come sempre non è un opinione.

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