
Da queste parti ci sono alcune certezze rivelate. Nella Letingia brianzola il legame con la tradizione cattolica e con la fede è qualcosa di profondo e di radicato: ha dato i natali a vescovi, arcivescovi e perfino qualche papa. Diversamente da altri luoghi e contadi, dove la spiritualità è qualcosa che appartiene alla persona in quanto tale, qui è un patrimonio di comunità. Esempio lampante di questo senso comunitario: gli oratori.
Questi luoghi sono ambiti in cui famiglie, volontari e soprattutto tanti bambini e ragazzi partecipano a "un progetto educativo" che mette al centro comportamenti e stili di vita con quelli di una scelta di fede autentica.
Negli oratori però la politica resta fuori. O meglio, apparentemente resta fuori, s'insinua e cerca di promuovere visioni politiche, a volte, un po' dogmatiche. Per carità, nessuno si aspetta che un sacerdote nella sua azione quotidiana non promuova la parola di Dio e stili di vita e comportamenti conseguenti. Mi chiedo. Essere cattolici richiede comportamenti politici conseguenti?
Quest’anno negli oratori di Letingia tutto ruota intorno al motto: “Dimmi perché?” è chiaro che l’intendimento della domanda ha una valenza spirituale, ma verrebbe da estenderla ad altri elementi del vivere cristiano. Ne propongo alcuni altri: Dimmi perché Berlusconi è considerato un campione di fede e un esempio per tanti bravi credenti di queste terre? Uno che: ha divorziato dalla prima moglie, ha convissuto more uxorio (coppia di fatto) mettendo al mondo figli fuori dal matrimonio e, con una decisione drammatica ha deciso, con la signora Veronica, di non mettere al mondo un figlio, che dagli esami prenatali appariva malformato (tradotto, semplicemente: aborto).
Dimmi perché il proprietario del più grande network televisivo privato (sempre il signore di prima) si erge ad essere garante dei valori cattolici in politica e poi produce programmi tv nei quali ad ogni ora del giorno, quando va bene, puoi vedere qualcuno che litiga e si insulta altrimenti sono: culi, tette, grandifratelli e sorelle? Dimmi perché 40 anni fa cattolici in politica come Moro, Fanfani e Andreotti compivano le loro scelte tenendo distinto il ruolo dello Stato e quello della fede, mentre oggi sembra che senza il consenso della CEI nessuno sappia più far politica? Dimmi perché un cattolico deve continuare a votare per il destra centro se perfino quei sovversivi di Casini, Tabacci e Baccini abbandonano la deriva populista, xenofoba e razzista del Cavaliere? Come direbbe Marzullo, fatevi la domanda e datevi una risposta. Oh voi, bravi e laboriosi cristiani di Letingia.





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